Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
Proverbio a noi noto e largamente usato.
Però, la mia carissima amica geometressa di Torino Patrizia G. in arte Pattadj ha sempre detto:
“chi và con lo zoppo…gli tagliano la gamba”
Da quando conosco Pattadj, anch’io la penso così, anch’io ho modificato l’enunciato del proverbio.
Perché è vero, quando ci si frequenta e si passa piacevolmente del tempo insieme, inevitabilmente si comincia ad assomigliarsi un po’.
Si condivide il modo di parlare, si perde la paternità delle battute, dei modi di dire.
Se c’è complicità “basta uno sguardo e già ci siamo capiti” (cito nientedimenochè Mimmo Locasciulli….ma questa è un’altra storia)
E poi, quando si sta bene in compagnia, si passa del “bel tempo di gruppo” irrimediabilmente si vive meglio.
Non vi capita mai di sorridere da soli, ripensando alle battute sentite o dette in compagnia?
Era ieri sera o un anno fa?
Che importa quando è accaduto, dove è accaduto?
Le emozioni piacevoli viaggiano nello spazio e nel tempo fregandosene beatamente della fisica e delle sue leggi…
Accade così, che un vecchio proverbio asprigno, usato sostanzialmente per disprezzare, diventa, grazie al taglio di gamba, un motto gioioso intriso di affettuosa connivenza.
Vi invito pertanto a modificare il vecchio proverbio sia nella forma che nella sostanza…
pensiamoci, è tempo nostro, è vita nostra
ah dimenticavo!!
potete anche tagliarcela la gamba, tanto noi andremo in giro a braccetto sostenendoci a vicenda….
….vero Pattadj??